di Luciano Fiorani

Curiosa la Poltica. Se un gruppo di cittadini si organizza per risolvere un problema o per impedire una scelta che ritengono sbagliata o dannosa, apriti cielo! Alte grida si levano contro lo spontaneismo, l’anti politica e natulamente si bolla il tutto come strumentale.

Ma se uno di loro (i partiti) improvvisamente si materializza dal nulla, come nei migliori giochi di prestigio, eccolo che viene accolto prontamente nel club e aggiungono un posto a tavola.

Questo giochino si verifca ad ogni tornata elettorale (mai lontano dalle elezioni) e ad ogni latitudine. Chiusi, naturalmente, non fa eccezione. La volta scorsa fu il turno dei Verdi, mai esistiti da queste parti come forza organizzata.

Stavolta è il turno dell’Italia dei valori. Subito accolto a braccia aperte dalla costituenda maxi coalizione ed è stata prontamente aggiunta una nuova sedia al tavolo delle trattative. La sedia in verità è ancora vuota ma c’è da giurarci che presto un nostro concittadino, che ha improvvisamente scoperto la “vocazione partitica”, andrà ad occuparla.

 L’operazione, manco a dirlo, nasce a Siena dove in questi giorni l’Italia dei valori, dopo un lungo tira e molla, ha sciolto la riserva ed è entrata nella coalizione di centrosinistra, e quindi di diritto sarà presente anche a Chiusi. Poco importa che da queste parti non si sia mai fatto vedere nessuno con quella sigla, salvo il Dionori con un banchetto, per raccoglire le firme per i referendum.

Quel che conta è aggiungere un trofeo, per poter dire agli ignari elettori: “Lo vedete quanti siamo? Non c’è nulla al di fuori di noi”. La serietà, ovviamente, è un esercizio poco praticato, e lo si sa da tempo. Quello che indigna è che nessun politico abbia mai nulla da ridire su queste pratiche ridicole prima che scorrette. Poi però, se gli Scilipoti spuntano come funghi, almeno ci si risparmi l’indignazione di circostanza