Il contributo di Carlo Giulietti per il forum sul turismo

Il Partito Democratico aveva deciso di impostare quattro forum aperti a tutti per discutere del programma elettorale. Uno di questi forum doveva essere dedicato alle politiche del turismo. Carlo Giulietti aveva preparato una scheda introduttiva.

Poi i forum non si sono tenuti e Carlo offre quel testo al dibattito.


  1. TURISMO E CULTURA COME MOTORE DI SVILUPPO SOSTENIBILE

...Il turismo culturale e d’arte sarà la tipologia di turismo che registrerà la crescita più vivace tra Novembre 2010 ed Aprile 2011, seguito dalle crociere, dal turismo fitness e benessere e dal turismo termale tradizionale. In leggero aumento anche agriturismo e turismo montano, mentre continuano le previsioni negative sul fronte del turismo d’affari e congressuale, che sembrano ancora scontare gli effetti della mancata ripresa economica. Tra i turismi “di nicchia” indicati dagli stessi operatori, il più dinamico anche in questa stagione invernale dovrebbe essere il turismo dei “bed&breakfast”, seguito dal turismo Enogastronomico, religioso, cicloturistico e sportivo in generale. Indagine Ciset/Federturismo Confindustria: il Turismo in Italia nel 2010-2011 (novembre 2010)……..

Ad una pur sommaria, analisi della situazione attuale, appare che il nostro centro non sia frequentato in maniera adeguata alle potenzialità dell’offerta, sia durante il periodo estivo che durante il resto della stagione, pur godendo di notevoli risorse storico – culturali – archeologiche e ambientali e pur avendo numerose iniziative avviate.

-  Una delle azioni individuate per cercare di rafforzare il richiamo di Chusi riguarda la caratterizzazione dell’offerta turistica, in modo da incanalare il paese in alcuni dei filoni e/o circuiti in cui si può suddividere il movimento del turismo.

A tale scopo potranno essere sviluppate forme turistiche a torto ritenute di nicchia. Tra queste ad esempio vi è sicuramente il turismo eco-sostenibile, il turismo en plein air, il turismo sportivo, il turismo sportivo scolastico, il turismo scolastico in generale. Da valutare il circuito del turismo religioso che si muove lungo percorsi ben definiti quali cammini storicamente meta di pellegrinaggi e comunque verso ben specifici luoghi di spiritualità. I luoghi di culto presenti nel territorio, possono comunque essere inseriti a pieno titolo nel percorso storico – culturale.

Di  aiuto allo scopo, potrebbe essere l’adesione al sistema Borghi Autentici” (B.A.I. Associazione Borghi Autentici d’Italia), consistente in un sistema di offerta integrata e diffusa di turismo nei piccoli e medi comuni.

Una delle caratteristiche principali di questa forma di turismo, è l’essere integrato e diversificato; l’offerta turistica deve essere il risultato naturale delle risorse locali: il patrimonio storico -architettonico, le feste tradizionali, la gastronomia, i rapporti con l’ambiente. Il turismo non può essere un elemento estraneo all’identità del luogo, ma un elemento integrato alla ricchezza culturale ed economica dello stesso. In questo senso la “monocultura turistica” deve essere sostituita con dei modelli diversificati in cui il turismo occupi una parte importante della struttura economica. Inoltre, il modello turistico sostenibile è aperto al territorio circostante in modo che gli spazi naturali delle località vicine facciano parte della medesima offerta turistica. La diversità urbana, paesaggistica e naturale dell’insieme rafforza, infatti, l’attrattiva dell’offerta.

L’offerta si sviluppa in strutture ricettive diffuse nel territorio e nel centro storico pertanto, per arrivare a tutto ciò è chiaramente indispensabile il più ampio coinvolgimento della popolazione e delle associazioni.

L’associazione si avvale anche di un tour operator di riferimento (Borghi Autentici Tour Srl)

In questo filone potrebbe inserirsi anche la individuazione di un percorso turistico che si snodi attraverso il territorio sull’esempio dei cosiddetti “Ecomusei” forma specifica di museo, mediatore del patrimonio nella sua globalità, ovviamente nei limiti in cui la difficoltà di gestire un insieme così articolato sia superabile.

Un ecomuseo si sviluppa lungo mappe e percorsi concreti, attraversano intere comunità e tradizioni, valorizza il passato, le radici dei luoghi e delle persone, oltre che gli elementi fisici; considera ciò che i musei tradizionali tendono a scartare: cioè quei valori, quegli oggetti popolari e quotidiani, i cui proprietari si perdono nel tempo, di cui non si conoscono i nomi, ma che sono quelle generazioni che hanno fondato tradizioni e culture, cioè la nostra storia, coinvolgendo anche aree industriali in disuso (un esempio caratterizzante sul nostro territorio potrebbe essere la vecchia fornace di Montorio, se si riuscisse a recuperarne almeno la parte più interessante a questo scopo), recanti i valori storici e culturali della tradizione operaia, per molti versi ormai giunta al tramonto.

Con caratteristiche simili ed ispirate a forme di turismo sostenibile è quello dell’

Associazione Cittaslow

L’obiettivo dell’associazione è quello di allargare la filosofia di Slow Food alle comunità locali e al governo delle città, applicando i concetti dell’ecogastronomia alla pratica del vivere quotidiano.

I Comuni che aderiscono all’associazione sono:

- animati da individui curiosi del tempo ritrovato, dove l’uomo è ancora protagonista del lento, benefico succedersi delle stagioni;

- rispettosi della salute dei cittadini, della genuinità dei prodotti e della buona cucina;

- ricchi di affascinanti tradizioni artigiane, di preziose opere d’arte, di piazze, di teatri, di botteghe, di caffè, di ristoranti, luoghi dello spirito e paesaggi rilassanti

- caratterizzati della spontaneità dei riti religiosi, dal rispetto delle tradizioni, dalla gioia di un lento e quieto vivere.”

Per entrare nel circuito bisogna definire un quadro programmatico per obiettivi tra Comuni, privati, terzo settore, cooperazione, associazionismo e volontariato tendente a:
•    attuare un sostanziale sviluppo delle “logiche di rete”, intese sia come sistema di reciprocità tra territori e tra sistemi socio-istituzionali locali, che come capacità di convocazione, valorizzazione e inclusione degli attori e della cittadinanza nei processi decisionali di gestione dell’assetto del territorio e della relativa implementazione delle politiche pubbliche, come attori protagonisti;
•    costruire uno strumento operativo per specifiche politiche rivolte allo sviluppo del territorio attraverso il Turismo Sociale e l’integrazione della Microimpresa e dell’Impresa Sociale.

Per sostenere lo sviluppo di tale forma turistica dovrebbe essere possibile accedere a finanziamenti comunitari, nazionali e regionali

La sua natura prevede un rapporto organico, politico e culturale con Slow Food e Terra Madre con cui stabilire percorsi di sinergie convergenti verso il raggiungimento di obiettivi prefissati per statuto.

La Carta Costitutiva della Rete delle Cittaslow così recita:
“Si promuove tra tutti i cittadini, e non solo tra gli operatori, la consapevolezza di vivere in una Cittaslow, con una particolare attenzione al mondo dei giovani e della scuola, attraverso l’introduzione sistematica della educazione al gusto”.

- Turismo en plein air come risorsa per il territorio

Anche il turismo in camper non è più un fenomeno di nicchia ma continua a crescere sensibilmente, affermandosi sempre più come un’importante risorsa economica per il territorio. Diventa quindi  necessario gestirlo secondo parametri ottimali e potenziare il sistema ricettivo con interventi mirati.

Gli italiani e gli europei che viaggiano in camper sono circa 3 milioni. Le mete preferite sono i piccoli borghi, le città d’arte, i parchi e le riserve naturali. I camperisti italiani sono per l’82% di classe sociale medio-alta.

A livello europeo, il turismo all’aria aperta rappresenta il 6% del PIL

Creare strutture per l’ospitalità dei camperisti significa prima di tutto generare flussi economici continui nel proprio comune durante tutto l’arco dell’anno, a fronte di un impatto ambientale minimo”.

In Italia gli amanti del plein air, sono oltre 900.000 e potrebbero moltiplicarsi nei prossimi anni . Il giro d’affari prodotto dai 3 milioni di viaggi a breve, medio e lungo raggio (2 milioni relative ai camperisti italiani), supera i 6 miliardi di Euro e va in gran parte a vantaggio di esercizi commerciali, attività di svago, musei, cinema, teatri e luoghi di cultura e conseguentemente anche delle casse comunali.

Attrezzare un’area di sosta e mantenerla non ha un costo elevato e comunque può anche essere richiesto un minimo contributo per la permanenza, in cambio di servizi essenziali.

Oltre a valorizzare i due campeggi e l’area posteggio della zona lago, sarebbe utile individuare un’area in prossimità del centro storico, che avesse caratteristiche tali da integrarsi con il territorio e al tempo stesso fosse agevolmente fruibile.

Una proposta allo scopo e che altresì consentirebbe un secondo accesso al centro storico,

potrebbe essere quella di realizzare un posteggio, integrato con l’ambiente in cui si realizza, nei terrazzamenti sottostanti la attuale sede della scuola primaria ed utilizzabile da chi vuole accedere al paese, siano residenti, turisti o studenti.

Alternativa meno valida, ma da prendere in esame, potrebbe essere nell’ area tra le scuole medie e l’ex Tiro a segno, da cui bisognerebbe poi realizzare l’accesso pedonale al centro tramite un mezzo di salita meccanico (es. ascensore), migliorando nel contempo, il collegamento viario con la zona del palazzetto dello sport.

3 milioni di camperisti scelgono le loro mete seguendo le indicazioni delle guide alle aree di sosta camper, pubblicate in tutta Europa. Essere presenti e raccomandati su queste guide significa entrare a pieno titolo nel grande circuito del turismo all’aria aperta, per di più, quando un luogo è particolarmente accogliente parte anche una compagna pubblicitaria straordinariamente efficace: “il passa parola

- Turismo sportivo

Il turismo sportivo in questi anni è molto cambiato in conseguenza dei mutamenti intervenuti nella domanda di sport.
E’ divenuto un fenomeno di dimensioni vaste, ma ha mutato le sue connotazioni: è oggi una vera e propria risorsa per il marketing e la tutela ambientale delle istituzioni di governo territoriale e per gli operatori dei settori turistico e sportivo.

Nel 2007 gli italiani hanno speso per turismo sportivo 6,3 miliardi di euro. Questo è uno dei dati che emergono dalla più ampia indagine condotta dall’Osservatorio Econstat sul Turismo Sportivo.
Il turismo sportivo rappresenta dunque una nuova opportunità di sviluppo locale in grado di completare l’offerta turistica di un territorio e di conseguenza di attrarre investimenti, occupazione, ricchezza non soltanto economica ma anche tutela ambientale e di permettere la riqualificazione di aree del territorio.

A questo scopo, occorre valorizzare maggiormente il “Percorso della Bonifica” ideale per gli amanti del trekking, e mountain bike, come pure il percorso “Il Chiaro tra Etruschi e Romani” già indicati nelle guide e nel sito “Terre di Siena”, magari inserirne altri come può essere “il percorso dei tre laghi” (Chiusi, Montepulciano, e Trasimeno) tra l’altro, già praticato da una locale azienda ippica.

Attività in grado di esercitare attrazione potrebbero essere anche l’escursionismo a cavallo, la pesca sportiva, il canottaggio, la vela ( da praticare sul lago Trasimeno)come possibilità per chi desidera alternare varie attività.

- Turismo sportivo scolastico

anche il turismo scolastico sportivo muove ogni anno centinaia di migliaia di studenti ed accompagnatori, il percorso della Bonifica” è già stato individuato ed utilizzato da alcune scolaresche, si tratta quindi di proporre con più incisività l’offerta nelle sedi idonee, insieme al turismo storico-culturale-ambientale, nelle varie borse in Italia ed all’estero.

- Turismo scolastico

Il patrimonio storico-archeologico di cui Chiusi dispone può attrarre sicuramente un numero maggiore di viaggi di istruzione ed altre forme di T. S., sopratutto inserendo l’offerta in un percorso integrato con i centri vicini e magari anche con le varie città che si trovano in un raggio di un centinaio di chilometri e conosciute in tutto il mondo (da Cetona a Montepulciano, ma anche da Siena a Roma ) anche in considerazione del fatto che l’utilizzazione dei siti “minori” può costituire un elemento di decongestionamento delle aree storiche maggiormente frequentate.

Anche in questo caso, sarebbe probabilmente di aiuto, la partecipazione alle maggiori fiere del settore quali ad esempio “ABCD” di Genova.

La frequentazione di giovani e giovanissimi turisti dovrebbe avere anche lo scopo di promuovere con i propri racconti di viaggio in famiglia, il territorio visitato.

- Città gemellate

Grande aiuto per tutte le attività turistiche possono essere anche i centri europei con cui la cittadina è gemellata e con i quali quindi, si dovrebbero incrementare i contatti.

- Avvenimenti di richiamo

La creazione di nuovi avvenimenti, in aggiunta a quelli esistenti, può rappresentare un motivo di richiamo delle grosse correnti turistiche. Tali eventi possono avere un collegamento con la storia e la cultura locale, ma possono anche essere legati ad elementi più generalizzati ad esempio raduni di particolari categorie, oppure concorsi di pittura, musicali (ad esempio per bande musicali).

Tra “gli eventi” potrebbe rientrare a maggior titolo di quanto non lo sia già, il concorso nazionale “Ragazzi in Gamba”se riuscisse coinvolgere maggiormente la popolazione e le altre associazioni, soprattutto in vista del cinquantesimo anniversario che cadrà nel 2012.

I festeggiamenti del carnevale, altra occasione da utilizzare per attrarre turisti, però dovrebbero includere un motivo di richiamo più particolare. Negli ultimi anni, con la partecipazione delle scolaresche e dei terzieri si è cercato di offrire un po’ di spazio alle mascherate di gruppo, ma se di questa occasione si vuole fare un evento, è necessario operare in maniera diversa ed in sinergia. Organizzando ad esempio, almeno una giornata con una forma più raffinata (sullo stile del carnevale di Venezia) dedicata alle maschere.

Alla manifestazione, che trovando sponsor potrebbe anche assumere la forma di concorso per la maschera più bella, più originale ecc., potrebbero concorrere Terzieri, contrade, varie associazioni, scuole, di Chiusi e delle cittadine limitrofe (magari , per favorire la partecipazione, prevedendo anche altre giornate itineranti in paesi diversi , ma avente il suo culmine a Chiusi) oltre a singole persone e gruppi autonomamente organizzati.

- Tra gli avvenimenti in grado di effettuare attrattiva va incluso anche il Mercatino dell’antiquariato che potrebbe e dovrebbe essere rilanciato.

. Allo scopo una proposta potrebbe prevedere in un primo periodo (1 o 2 anni), di limitarne lo svolgimento alle sole quinte settimane (magari in due giornate,sabato e domenica) del mese dando ad ogni occasione una caratterizzazione secondo temi particolari (ma non solo).

La quinta settimana è quella in cui si trova meno concorrenza con altre sedi, più rinomate tra i frequentatori abituali e quindi tra i potenziali antiquari ed espositori in genere . Il tema dovrebbe essere anche diversificato, almeno tra alcune date, iniziando a titolo di esempio, con un mercato dedicato alle bambole e giocattoli antichi, per passare ad uno sulle auto e macchine storiche e relativi pezzi di ricambio (sfruttando l’occasione per l’organizzazione dell’ormai consueto raduno estivo o di un altro), al collezionismo (numismatica, filatelia, cartoline, ecc.), ai mobili, e così via.

Almeno per alcuni espositori con merce più delicata ed in caso di pioggia, si potrebbero utilizzare locali storicamente adibiti ad attività commerciali, ma attualmente sfitti, ricercando la collaborazione dei proprietari e magari dietro la corresponsione di un piccolo compenso. Il buon esito di simili manifestazioni porterebbe anche a favorirne il futuro utilizzo permanente.

Ci sarebbe anche da valutare la possibile utilizzazione di una parte di spazio dei locali più capienti, con attività, messo a disposizione dai gestori, bar, ristoranti ecc. che si rendessero disponibili ed alcuni ambienti di proprietà comunale, oltre a gazebo ed altre forme di coperture amovibili.

- Modalità di promozione

    • Associazione ai circuiti turistici e relative pubblicazioni cartacee ed on line
    • Pubblicazioni e trasmissioni specializzate
    • Fiere specializzate
    • Sito internet
    • Promozione diretta presso centri turistici maggiormente frequentati quali, Montepulciano, Pienza, Orvieto, Siena, Castiglione del Lago, ecc. e gli agriturismi delle zone
    • Principali manifestazioni della stessa tipologia (ad esempio in occasione dei più noti mercati antiquari distribuzione di volantini reclamizzanti quello di Chiusi, e le altre offerte turistiche abbinabili)
    • Organizzazione di un servizio di trasporto gratuito, sul tipo di quello del centro commerciale Etrusco, in collaborazione con associazioni commerciali e-o singoli imprenditori (ristoranti, cantine ecc.) dai centri turistici prima elencati, ad esempio settimanale per ciascun centro.
    • Promozione verso i paesi emergenti
    • Altro, da stabilire tramite incontri periodici con associazioni, associazioni di categoria, imprenditori e cittadini.

- SCUOLE

Quando fu deciso di mantenere le scuole secondarie superiori all’interno del centro storico, tra le motivazioni addotte per convalidare tale scelta, oltre al fatto che esistevano dei “contenitori” da recuperare, una di queste riguardò il fatto, che le scuole avrebbero portato “vita” ad un centro che si stava spopolando, alle attività commerciali ecc.

Le scuole da questa scelta non hanno avuto vantaggi, perché pur godendo di una ubicazione estremamente panoramica, di contro non sono facilmente raggiungibili con i mezzi pubblici e vari studenti sono costretti ad utilizzare più mezzi di trasporto per raggiungere la sede, pur provenendo da luoghi relativamente vicini. Anche le attività commerciali, non pare abbiano avuto fortune dalla frequentazione degli studenti e neppure ne sono nate di nuove in grado di sfruttare questo flusso di giovani.

A questo punto, bisognerebbe valutare se la situazione è cambiata, se non potrebbe essere più proficuo per il centro storico, nel medio periodo, utilizzare l’edificio di Santo Stefano per una diversa destinazione, quale abitazioni o struttura ricettiva ed allo stesso tempo si riscontrasse interesse per una permuta che potesse consentire uno spostamento nella zona della fornace di Montorio.

In alternativa occorrerà trovare il modo di valorizzare meglio la risorsa (anche dal punto di vista economico) costituita da centinaia di persone (studenti, personale scolastico,familiari) che quotidianamente arrivano a Chiusi da altri paesi.

Prioritario per la scuola ed il territorio, è il consolidamento e lo sviluppo, degli indirizzi esistenti che spaziano dal settore economico (Amministrazione Finanza e Marketing) a quello delle costruzioni (Ambiente e Territorio) dal settore della meccanica (con i due indirizzi dell’ Istruzione Professionale e dell’Istruzione Tecnica) a quello dell’elettrotecnica (anche questo con i due indirizzi dell’Istruzione Professionale e dell’Istruzione Tecnica).

Lo scopo per cui sono stati richiesti e concessi, due nuovi indirizzi nel settore meccanico ed elettrico è quello di poter coprire con i corsi scolastici del settore tecnico, tutto il ventaglio che riguarda il risparmio energetico, quindi dalla produzione (Meccanica- Energia), all’impiantistica domotica ed all’efficienza energetica (Elettrotecnica) alle costruzioni poco energivore (Costruzioni-Ambientee Territori).

Quanto sopra va anche nella direzione di un raccordo con la nuova di tipologia di scuola post-secondaria appena istituita l’“Istituto Tecnico Superiore Energia e Ambiente” alla fondazione del quale l’Istituto Valdichiana ha partecipato.

Una delle principali esigenze per la valorizzazione delle scuole, è quella di organizzare un sistema di trasporto in grado di assicurare un collegamento efficiente con tutti i centri limitrofi, anche dell’Umbria, allo scopo di permettere un adeguato afflusso di studenti, altra, è l’adeguamento di spazi e attrezzature di laboratorio.

Importante sarà anche la prosecuzione della fattiva collaborazione con la scuola primaria e secondaria di primo grado che ha portato a numerose iniziative di rilievo.

- ASSOCIAZIONI COME VEICOLO PER LE INIZIATIVE CULTURALI DEL TERRITORIO

- Norme chiare e trasparenti per l’aiuto logistico e finanziario alle associazioni attive sul

territorio.

- Affinché le proposte di iniziative culturali di qualsiasi genere, rispondano agli interessi della comunità, sarà fondamentale la collaborazione con le associazioni locali, scuole e con cittadini, sia per quanto riguarda l’individuazione delle iniziative stesse, sia per quanto riguarda la messa in atto. Il tutto partendo dalle principali manifestazioni storiche, culturali, ma anche di altro genere, in programmazione annuale, onde non creare spiacevoli sovrapposizioni.

- Insieme alle varie associazioni ed ai cittadini dovrà essere individuato anche l’organismo che sovrintenderà alla organizzazione del piano annuale e delle varie iniziative. Per il primo potrebbe essere individuato anche all’interno della stessa Amministrazione Comunale, per il resto potrebbe variare in funzione dell’occasione

Collaborazione fattiva e costante non dovrà mancare, pure con le società sportive presenti nel territorio e si incoraggerà la nascita di nuove associazioni sportive anche relative a sport diversi dal calcio, quali atletica ecc.

Si curerà la pianificazione di manifestazioni e un appuntamento annuale con la Festa dello sport

  • #1 scritto da Ufficio Turistico
    circa 6 anni fa

    Caro Carlo, lo spazio per risponderti è poco quindi proviamo a sintetizzare. Condividendo le tue osservazioni, aggiungiamo dell’altro. Il paese avrebbe bisogno di parcheggi non solo per camper, ma anche per auto e bus turistici. Servirebbe un serio intervento pubblico per agevolare i privati nell’apertura di negozi caratteristici (e non solo) a Chiusi Città capaci di “restituire” una città viva e accogliente. La rete museale andrebbe riorganizzata per renderla di più facile fruizione, magari mettendo anche a disposizione, dei tanti visitatori che ne fanno richiesta, mezzi di trasporto per raggiungere i siti archeologici extraurbani. I bagni pubblici andrebbero rinnovati e la segnaletica turistica dovrebbe essere più chiara ed accattivante. Il parco dei Forti, il Prato e i giardini pubblici hanno bisogno di essere riqualificati. Resta fondamentale il fatto che la promozione di tutto il nostro patrimonio culturale (storico-artistico, folkloristico, naturalistico, gastronomico…) dovrebbe essere ad ampio raggio, mirata, capillare e soprattutto costante: in assenza di questa prerogativa qualsiasi offerta turistica rimane fine a sé stessa. A questo punto ci chiediamo: l’Amministrazione è disposta ad investire maggiori risorse nel turismo? Fino ad un anno fa non esisteva neppure un adeguato sito internet su Chiusi, e quello che esiste oggi, è stato realizzato (con non pochi sacrifici!) su iniziativa e a spese della Proloco. Sono solo poche aggiunte a quanto da te espresso, ma a nostro avviso prioritarie.

  • #2 scritto da daria lottarini
    circa 6 anni fa

    Anch’io mi associo ai complimenti fatti a Carlo(Giulietti) per le interessanti proposte messe in campo. Partendo dal confronto serio e aperto sui contenuti,penso, che si arriverebbe meglio anche a definire i nomi di chi meglio queste proposte potrebbe realizzare. Ma questo è un discorso troppo complicato…. Tornando al lavoro di Carlo, trovo molte cose interessanti, a me piacerebbe approfondire ulteriormente delle idee per la valorizzazione del lago come bene ambientale ma anche come risorsa turistica, anche se devo dare atto che molto è stato fatto per la sua salvaguardia.
    Condivido anche le considerazioni di Romanini sulla necessità di creare un sistema che valorizzi e promuova tutto il territorio di cui Chiusi fa parte.
    Mi azzardo a mettere nel piatto un argomento molto ostico e cioè la “mitica Fortezza”. Vogliamo cominciare a dire qualcosa?

  • #3 scritto da romano romanini
    circa 6 anni fa

    Senz’altro un ottimo avvio per una riflessione sul tema.
    Altri spunti : le vie di comunicazione strumento integratore con il territorio circostante.
    Chiusi baricentro logistico di un’area vasta (da Roma a Firenze) diventa porta di accesso alla provincia di Siena e quella di Perugia
    2) Sviluppo di un sistema di servizi per la gestione dell’offerta turistico-culturale non solo del paese ma dell’intero territorio. Montepulciano, Pienza ecc non più come concorrenti ma come opportunità.

  • #4 scritto da niccolò martinozzi
    circa 6 anni fa

    Chiara, per una “H” in meno in ” vi a promesso” c’è stata una compensazione con un’ “H” in più nella frase “che ha differenza di Chiusi in questi ultimi anni” nella terza riga.
    Non essere così fiscale !

  • #5 scritto da roberto donatelli
    circa 6 anni fa

    Come proposte mi sembrano buone……il punto principale rimane la costruzione di parcheggi (campers e macchine), senza i quali tutte le buone idee rimarranno tali…..come fa la gente a partecipare se non può lasciare la macchina o il camper?……l’alternativa sarebbe di fare di Chiusi una specie di Santiago di Compostela! A proposito di parcheggi, perchè non sfruttare la buca naturale dietro la Farmacia e davanti ai gabinetti in Via dei Longobardi? Mi sembra che come locazione sia buona. Minimo impatto ambientale e nel centro di Chiusi. A occhio e croce un multipiani di almeno 3 piani e abbastanza lungo dovrebbe “entrarci”.

  • #6 scritto da Mauro Bischèri
    circa 6 anni fa
  • #7 scritto da Mauro Bischèri
    circa 6 anni fa

    Apprezzo le proposte di Giulietti, in particolare quella sul turismo “plein air” e sulle nuove aree di sosta camper, che consentirebbero di incrementare la ricettività turistica in maniera esponenziale senza cementificare niente; per accogliere i camper basta un parcheggio in terra battuta, pianeggiante, l’ideale erboso, con un pozzetto di scarico allacciato alla rete fognaria, una fontanella d’acqua potabile e l’accesso agevole al centro storico, mediante scaletta,sentiero ecc..e naturalmente pubblicità sulle riviste e sui siti specializzati: un investimento irrisorio rispetto al ritorno economico di avere gente a spasso per Chiusi per quasi tutto l’arco dell’anno, dato che di cose da vedere ce ne sono tante ( e sono proprio il genere di cose che il camperista ama vedere).
    Ma a dire la verità, una zona dove sostano i camper c’era già….e ora c’è posto a volontà, qualche camper arriva sosta per la notte al mattino fà un giretto veloce e poi riparte…forse spaventato da quel cartello di “sosta massima 4 ore”…
    Qualcuno deve dirglielo di fare con comodo……

  • #8 scritto da Carlo Giulietti
    circa 6 anni fa

    Per Enzo, avevo già un caffè in sospeso ora dopo questa sviolinata passiamo direttamente a tre!
    Per il resto la risposta è già nella domanda.
    Sicuramente troveremo qualcuno più in gamba di me.
    Per Chiara Cardaioli, ….. “non voleva essere nulla di più di uno spunto, quindi come tale può essere incompleto, non privo di criticità e forse ipotesi non condivisibili” …. basta leggere la premessa, ed il contenuto dello spunto ….. “avvenimenti, in aggiunta a quelli esistenti”… se non ne ho parlato approfonditamente è anche perché non ne conosco abbastanza le criticità ove ci siano, …. e poi, se avessi detto tutto io, la partecipazione dei cittadini, a cosa sarebbe servita?
    Ho sempre criticato le discussioni su cose già fatte!

  • #9 scritto da Chiara Cardaioli
    circa 6 anni fa

    @Alessio fanelli: innanzitutto “cosa via Ha promesso” si scrive con l’H. capisco dalla tua risposta che neppure sai cosa sono i Ruzzi della Conca, quindi possiamo riparlarne dopo settembre, ti invito a vederli, ti potresti divertire, sai!?!

  • #10 scritto da alessiofanelli
    circa 6 anni fa

    Non male come proposte.. sono idee molto buone e positive. Se si vuole far rinascere Chiusi, dato che ormai lo hanno finito, bisogna puntare su tutto quello che abbiamo a disposizione(un infinità): musei,catacombe,labirinti,chiese,lago.. quindi puntare tutto esclusivamente sul turismo…,abbiamo qualcosa in più di tutti i comuni limitrofi, che ha differenza di Chiusi in questi ultimi anni con le pochissime risorse turistiche che possiedono, sono riusciti ugualmente a crescere..alcuni anche in modo rilevante..
    Scusa Chiara..sposta nel senso che se vanno altrove..magari a Citta della Pieve..Montepulciano e via via…!!! Forse a Chiusi e frazioni ci sono più feste-(festicciole)/festeggiamenti che abitanti..ogni giorno c’è qualcosa..sarebbe meglio poche cose ma di qualità… per poi nn parlare del numero di associazioni!!
    Chissà qualcuno..senza fare nome.. cosa vi a promesso…??spero che non lo ha fatto con tutte le associazioni..sennò nn gli bastano dieci anni di mandato… per rispettare tutte le promesse fatte !!!! Chiusi si deve SVEGLIARE… e non farsi ringannare di nuovo con le promesse…da chì vuole sistemarsi il futuro!! Abbiamo bisogno di qualcuno che amministri solo x il bene del paese e non altro !!!

  • #11 scritto da enzo sorbera
    circa 6 anni fa

    Chiara (poi basta, torno ai miei “problemi”), a una festa si può sempre mancare :-) Io non potrò partecipare all’incontro del 18 ma se avessi potuto esserci avrei proposto una giunta tutta femminile (poi ho letto la proposta di Carlo e sarebbe l’eccezione: quota azzurra :-) ). Che ne pensate? Se po’ fa’, tutte donne? Non mi chiedete i nomi (ce li ho tutti, ma non li dico!)

  • #12 scritto da enzo sorbera
    circa 6 anni fa

    Carlo, sono preso dai miei problemi di calcolo numerico, numeri immaginari e simili, per cui da qualche giorno non riesco a partecipare al blog (ho “staccato” persino l’e-mail): se questo era UNO dei punti di discussione, devo dire che abbiamo perso una montagna di opportunità. Che ne dici di un assessorato al turismo? So che sei “refrattario” a cariche pubbliche e che ti anima solo la passione: ma se ti chiamassero, risponderesti di si? Fatti tentare!

  • #13 scritto da Chiara Cardaioli
    circa 6 anni fa

    Peccato, per le Contrade, come al solito, appena un timido accenno, eppure la Festa dei Ruzzi della Conca sposta circa 6.000 persone in 10 giorni di festa e vede il coinvolgimento di almeno 1500 persone da 0 a 90 anni!

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