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	<title>Commenti a: Edilizia residenziale: la &#8220;festa&#8221; è finita</title>
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	<description>Solo un altro blog targato WordPress...per riflettere sui fatti della città</description>
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		<title>Di: pscattoni</title>
		<link>https://www.chiusinews.it/?p=2669&#038;cpage=1#comment-394</link>
		<dc:creator>pscattoni</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Oct 2010 20:58:06 +0000</pubDate>
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		<description>Il commento di Marco Lorenzoni necessita di quache precisazione:

1) C&#039;è una variazione nella composizione della popolazione. L&#039;invecchiamento continua, ma allo stesso tempo c&#039;è una sostituzione con popolazione straniera che si aggira sul 13%. Più della metà di questi sono cittadini comunitari. Queste famiglie tendono comunque a modificare la struttura della popiolazione. probabilmente le due tendenza contrarie tendono ad annullarsi a vicenda. QUESTO SIGNIFICA CHE NON CI SARA&#039; AUMENTO DI DOMANDA DOVUTO ALL&#039;AUMENTO DEL NUMERO DELLE FAMIGLIE A POPOLAZIONE PRATICAMENTE COSTANTE.

2) Non è stata anora fatta (o almeno a me non risulta) una ricerca sulle abitazione non occupate. Nel 2011 verrà effettuata in occasione delc ensimento, ma sarà troppo tardi per il dimensionamento del piano. In linea generale credo che l&#039;impressione &quot;a pelle&quot; sia quella giusta: c&#039;è una percentuale rilevante di abitazioni non occupate.

3) Esistono ampie aree produttive ormai dismesse che permetterebbero du soddisfare anche una nuova crescita della donanda (per altro assai improbabile).

4) Non c&#039;è più alcuna posibilità di lucrare sulla cosiddetta rendita di attesa; quella che permetteva di togliere abitazioni dal mercato in attesa di più profittevoli situazioni di mercato. Oggi non vendere rappresenta una perdita secca. Chi investe nel mercato residenziale DEVE VENDERE TEMPESTIVAMENTE altrimenti ci rimette. Comportamenti diversi possono essere sostenuti soltanto da chi non abbia problemi di remunerazione dei capitali investiti. 

Se tutto questo è vero, chi può influenzare il mercato attraverso la pianificazione urbanistica deve pensare in maniera radicalmente diversa dal passato.

per quanto poi riguarda l&#039;edilizia non residenziale la discussione può trasferirisi a commento dell&#039;articolo seguente di Luciano Fiorani sui cosiddetti &quot;capannoni&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il commento di Marco Lorenzoni necessita di quache precisazione:</p>
<p>1) C&#8217;è una variazione nella composizione della popolazione. L&#8217;invecchiamento continua, ma allo stesso tempo c&#8217;è una sostituzione con popolazione straniera che si aggira sul 13%. Più della metà di questi sono cittadini comunitari. Queste famiglie tendono comunque a modificare la struttura della popiolazione. probabilmente le due tendenza contrarie tendono ad annullarsi a vicenda. QUESTO SIGNIFICA CHE NON CI SARA&#8217; AUMENTO DI DOMANDA DOVUTO ALL&#8217;AUMENTO DEL NUMERO DELLE FAMIGLIE A POPOLAZIONE PRATICAMENTE COSTANTE.</p>
<p>2) Non è stata anora fatta (o almeno a me non risulta) una ricerca sulle abitazione non occupate. Nel 2011 verrà effettuata in occasione delc ensimento, ma sarà troppo tardi per il dimensionamento del piano. In linea generale credo che l&#8217;impressione &#8220;a pelle&#8221; sia quella giusta: c&#8217;è una percentuale rilevante di abitazioni non occupate.</p>
<p>3) Esistono ampie aree produttive ormai dismesse che permetterebbero du soddisfare anche una nuova crescita della donanda (per altro assai improbabile).</p>
<p>4) Non c&#8217;è più alcuna posibilità di lucrare sulla cosiddetta rendita di attesa; quella che permetteva di togliere abitazioni dal mercato in attesa di più profittevoli situazioni di mercato. Oggi non vendere rappresenta una perdita secca. Chi investe nel mercato residenziale DEVE VENDERE TEMPESTIVAMENTE altrimenti ci rimette. Comportamenti diversi possono essere sostenuti soltanto da chi non abbia problemi di remunerazione dei capitali investiti. </p>
<p>Se tutto questo è vero, chi può influenzare il mercato attraverso la pianificazione urbanistica deve pensare in maniera radicalmente diversa dal passato.</p>
<p>per quanto poi riguarda l&#8217;edilizia non residenziale la discussione può trasferirisi a commento dell&#8217;articolo seguente di Luciano Fiorani sui cosiddetti &#8220;capannoni&#8221;.</p>
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		<title>Di: marco lorenzoni</title>
		<link>https://www.chiusinews.it/?p=2669&#038;cpage=1#comment-393</link>
		<dc:creator>marco lorenzoni</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Oct 2010 18:04:35 +0000</pubDate>
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		<description>Celentano nell&#039;ormai lotanto 1966 si chiedeva &quot;perché continuanoa costruire le case e non lasciano l&#039;erba&quot;...
Siccome le cose,a  Chiusi, stanno esattamente come dici tu (fine dell&#039;inurbamento dalle campagne - se mai adesso la domanda è al contrario - popolazione che non cresce, nonostante l&#039;arrivo degli immigrati, consolidamento delle famiglie composte da una o due persone... ecc.) la domanda che si poneva il molleggiato nel ragazzo della via Gluck appare quanto mai attuale. Per chi e perché  si costruisce ancora a Chiusi? Non esiste alcuna pressione demografica, anzi la gente, se può fa le valige e se ne va...
i centri abitati sono sempre più desolatamente disabitati...
Anche alcuni edifici di recente costruzione sono rimasti invenduti per anni... Il Piano avrebbe forse dovuto ratificare una volta per tutte questa situazione, certificando, come dici tu, che la festa è finita. Per mantenere invece l&#039;illusione si continua a consumare territorio e a pianificare lottizzazioni sulle colline, svuotando sempre più i centri urbani... Il tutto per un mercato che non c&#039;è. Mah. Sono strani questi chiusini, direbbe Asterix. E forse si spiega così l&#039;interesse &quot;pressante&quot; dei pesci grossi dell&#039;economia locale  per le aree produttive (frigomacello e Querce al Pino, vedasi primapagina del 5 ottobre). Se non serve costruire case, facciamo capannoni!
La domanda però è: servono i capannoni, soprattutto a Querce al Pino?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Celentano nell&#8217;ormai lotanto 1966 si chiedeva &#8220;perché continuanoa costruire le case e non lasciano l&#8217;erba&#8221;&#8230;<br />
Siccome le cose,a  Chiusi, stanno esattamente come dici tu (fine dell&#8217;inurbamento dalle campagne &#8211; se mai adesso la domanda è al contrario &#8211; popolazione che non cresce, nonostante l&#8217;arrivo degli immigrati, consolidamento delle famiglie composte da una o due persone&#8230; ecc.) la domanda che si poneva il molleggiato nel ragazzo della via Gluck appare quanto mai attuale. Per chi e perché  si costruisce ancora a Chiusi? Non esiste alcuna pressione demografica, anzi la gente, se può fa le valige e se ne va&#8230;<br />
i centri abitati sono sempre più desolatamente disabitati&#8230;<br />
Anche alcuni edifici di recente costruzione sono rimasti invenduti per anni&#8230; Il Piano avrebbe forse dovuto ratificare una volta per tutte questa situazione, certificando, come dici tu, che la festa è finita. Per mantenere invece l&#8217;illusione si continua a consumare territorio e a pianificare lottizzazioni sulle colline, svuotando sempre più i centri urbani&#8230; Il tutto per un mercato che non c&#8217;è. Mah. Sono strani questi chiusini, direbbe Asterix. E forse si spiega così l&#8217;interesse &#8220;pressante&#8221; dei pesci grossi dell&#8217;economia locale  per le aree produttive (frigomacello e Querce al Pino, vedasi primapagina del 5 ottobre). Se non serve costruire case, facciamo capannoni!<br />
La domanda però è: servono i capannoni, soprattutto a Querce al Pino?</p>
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